Nel 2019 sono stato ospite nella galleria d’arte di Rossana Orlandi ed ho potuto ammirare l’opera d’arte che ha vinto il premio “Ro Plastic”. Opera di una intelligenza e coscienza assoluta che sfida i guru del design nel riutilizzo e il riciclo della plastica.

Un premio divenuto oggi molto prestigioso per un capolavoro incantevole da ammirare, ma di una difficoltà estrema da realizzare se non se ne conosce la tecnica.

Sempre più testimonial per l’utilizzo di plastica riciclabile

Miriam Leone, Licia Colò, Alessandro Preziosi e molti altri stanno offrendo il loro volto da tempo per spingere famiglie e aziende ad utilizzare materiale riciclabile sostenendo che l’arte è bella ma combinata con l’ecologica lo è molto di più.

Dopotutto anche un famoso premio Nobel un giorno disse “L’inquinamento distrugge anche la cultura”. Nel 2020 infatti ci siamo accorti tutti insieme che nemmeno il Covid-19 è riuscito a bloccare questa nuova ondata di consapevolezza che sta facendo nascere sempre aziende specializzate nell’utilizzo di materiale riciclabile.

E’ stata proprio la Conai (Consorzio Nazionale che si occupa da alcuni anni anche di dare nuova vita ai materiali utilizzati) a comunicare che nello stesso anno l’economia è riuscita a dare nuova vita all’1% in più del materiale industriale.

Più facile da dire che da fare secondo i malinformati

Come dicevo inizialmente, sono stato nel 2019 ad ammirare un’opera di Rossana Orlandi la quale durante una breve intervista sosteneva che il più grosso handiap che ha dovuto affrontare nell’esportare la propria arte stava nel fatto che le persone non hanno una adeguata conoscenza di cosa sia il materiale riciclabile che spesso viene confuso con materiale “scadente”.
Attraverso il materiale riciclabile è invece possibile costruire, modernizzare, abbellire e addirittura cambiare volto al mondo in maniera artistica ed eco sostenibile.

Penso che questo connubio sia il massimo per qualsiasi designer che si rispetti in quanto come diceva il grande filosofo Nietzsche… l’estetica e l’etica devono andare a braccetto, non puo’ esistere estetica senza etica e viceversa.

Sul concetto di rinnovare la bellezza siamo tutti d’accordo e lo si evince anche dal numero di persone che affollano le sale dei cinema e dei musei per vedere il bello che l’arte crea e dal numero di persone scese in piazza a difesa dell’ambiente negli ultimi anni.
Il problema sta nel capire come reperire materiale di questo tipo e saperlo predisporre nel giusto modo. In poche parole come avere il giusto materiale abbinato alla corretta consulenza. Poter abbellire modificare o ricostruire in modo artistico valutando il giusto materiale ecologico ed i corretti metodi di utilizzo.

Per far fronte a questa richiesta aziende sempre più specializzate stanno nascendo ed alcune sono già saldamente presenti sul territorio da anni fornendo la loro esperienza sia in ambito aziendale che privato. Tra queste penso sia giusto segnalare www.gdc.it/come punto di riferimento nel mercato dell’arte rinnovabile.
Avere un riferimento di questo livello rappresenta per me una speranza di poter vedere un mondo più bello e di poterci vivere meglio allo stesso tempo.

Proviamo ad immaginarci il mondo come Gdc.it vuole proporre. Ridare nuova vita a quello che era per portarlo ad essere lucente come un tempo, attraverso l’utilizzo di materiale ecologico deve rappresentare il primo punto di inversione di un mondo ormai troppo portato al concetto di usa e getta.

Avere le giuste conoscenze, i giusti consigli per poterlo fare in modo collettivo e globale deve essere vista finalmente come un’occasione da sfruttare. Proviamo ad immaginare la bellezza al servizio della natura, l’arte al servizio del mondo che la crea e che la ammira nello stesso momento.

Provare ad immaginarlo non costa nulla e non costa nulla nemmeno sperare che i nostri figli possano ringraziarci per aver dato loro un futuro con più colori e meno problemi.
Ricordiamoci che l’arte è per sempre come dovrebbe esserlo anche il mondo in cui viviamo.